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Quando l’esame è sul ghiaccio: la storia virale di Madeline Schizas a Milano-Cortina 2026

Dimenticare una scadenza universitaria può capitare a tutti, ma farlo perché si è impegnati a gareggiare alle Olimpiadi è una scusa decisamente fuori dal comune. È quello che è successo alla pattinatrice canadese Madeline Schizas, protagonista di un botta e risposta con il suo professore che sta facendo il giro del web.

In un mondo che corre veloce, tra scadenze lavorative e impegni accademici, a volte ci dimentichiamo che dietro ai grandi campioni che ammiriamo durante i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 ci sono ragazzi comuni, alle prese con le sfide di tutti i giorni.

La storia di Madeline Schizas, stella del pattinaggio di figura canadese, ne è la prova perfetta.

La “giustificazione” più incredibile del mondo

Tutto è iniziato con un’email inviata in fretta e furia dalla bolla olimpica. Madeline, studentessa alla McMaster University in Ontario, si è resa conto di aver saltato la consegna di un saggio di sociologia. La sua colpa? Era troppo impegnata a rappresentare il suo Paese sul ghiaccio olimpico.

Con la schiettezza tipica della sua generazione, ha scritto al suo docente, il professor Victor Satzewich:

“Prof, mi scusi, ho mancato la scadenza di venerdì. Ero convinta fosse domenica, ma ero impegnata a gareggiare alle Olimpiadi.”

Per evitare che il professore pensasse a una scusa creativa, l’atleta ha allegato alla mail il comunicato ufficiale del Comitato Olimpico.

Una risposta da “Medaglia d’Oro”

Ciò che ha reso la storia virale non è stata solo la richiesta, ma la straordinaria risposta del docente. Il professor Satzewich non si è limitato a concedere la proroga, ma ha dimostrato di aver seguito ogni secondo della performance della sua studentessa.

“WOW! Che momento speciale,” ha risposto il docente. “Dimentica il saggio per ora e concentrati sulla gara. Sappiamo tutti quanto sia difficile quella combinazione triplo lutz–triplo toe loop che hai eseguito. Tutto il Paese fa il tifo per te!”

Il valore dell’impegno, nello sport e nello studio

Questa vicenda ci ricorda quanto sia fondamentale il supporto per chi insegue l’eccellenza. Che si tratti di preparare un salto triplo perfetto o di consegnare un progetto importante, la comprensione e il tifo delle persone che ci circondano sono il motore che ci permette di superare i nostri limiti.

Madeline ha poi confermato sui social, con un pizzico di ironia, di aver ottenuto la proroga, ma di essere già al lavoro sul saggio tra un allenamento e l’altro. Perché essere un’atleta olimpica significa anche questo: non mollare mai, né sul ghiaccio né sui libri.


Noi di Retificio Italia tifiamo per il talento

Proprio come Madeline cerca la perfezione in ogni salto, noi di Retificio Italia lavoriamo ogni giorno per garantire reti che offrano sicurezza, resistenza e performance ai massimi livelli, nello sport e nel lavoro. Crediamo fermamente che, con la giusta “rete” di supporto e tanta dedizione, nessun obiettivo sia irraggiungibile.

E voi, quale scusa avreste usato al posto di Madeline? Continuate a seguire il nostro blog per altre storie di sport e determinazione da Milano-Cortina 2026!